Preghiere Nome Gesù (47)

Infondi un vivo Pentimento

INTRODUZIONE

"Qualunque cosa chiederete al Padre nel mio Nome", dice Gesù ai suoi apostoli, "la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio Nome, io la farò" (Gv 14,13-14). "In verità, in verità vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio Nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio Nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena" (Gv 16,23-24). E' questo Nome potente e meraviglioso che il Signore comanda di utilizzare nelle preghiere, promettendo che agirà con particolare efficacia.

 

Il nome «Gesù», considerato nel suo significato etimologico, vuol dire «Jahvè libera», salva, aiuta. Prima della schiavitù di Babilonia veniva espresso nella forma «Jehosua»: nome teoforico che contiene la radice del santissimo nome di Jahvè. Dopo la schiavitù babilonese prese la forma abbreviata «Jeshua», che nella traduzione dei Settanta fu trascritto con «Jesoûs» da cui l' italiano «Gesù».

Il nome era alquanto diffuso, sia al tempo dell' antica sia della nuova alleanza. E infatti il nome che portava Giosuè, che dopo la morte di Mosè introdusse gli Israeliti nella terra promessa: «Egli, secondo il significato del suo nome, fu grande per la salvezza degli eletti di Dio... per assegnare il possesso a Israele» (Sir 46,1). Gesù, figlio di Sirach, fu il compilatore del libro del Siracide (Sir 50,27). Nella genealogia del Salvatore, riportata nel Vangelo secondo Luca, troviamo enumerato «Er, figlio di Gesù» (Lc 3,28-29). Tra i collaboratori di san Paolo è presente anche un certo Gesù, «chiamato Giusto» (cf. Col 4,11).

Il nome Gesù, tuttavia, non ebbe mai quella pienezza di significato che avrebbe assunto nel caso di Gesù di Nazaret e che sarebbe stato rivelato dall' angelo a Maria (cf. Lc 1,31ss) e a Giuseppe (cf. Mt 1,21). All' inizio del ministero pubblico di Gesù, la gente intendeva il suo nome nel senso comune di allora.

«Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret». Così dice uno dei primi discepoli, Filippo, a Natanaele il quale ribatte: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?» (Gv 1,45-46). Questa domanda indica che Nazaret non era molto stimata dai figli di Israele. Nonostante ciò, Gesù fu chiamato «Nazareno» (cf. Mt 2,23), o anche «Gesù da Nazaret di Galilea» (Mt 21,11), espressione che lo stesso Pilato utilizzò nell' iscrizione che egli fece porre sulla croce: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei» (Gv 19,19).

La gente chiamò Gesù «il Nazareno» dal nome del luogo in cui egli risiedette con la sua famiglia fino all' età di trent' anni. Sappiamo tuttavia che il luogo di nascita di Gesù non fu Nazaret ma Betlemme, località della Giudea, a sud di Gerusalemme. Lo attestano gli evangelisti Luca e Matteo. Il primo, in particolare, fa notare che a causa del censimento ordinato dalle autorità romane, «Giuseppe, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto» (Lc 2,4-6).

Nella tradizione del popolo israelitico il nome «Gesù» ha conservato il suo valore etimologico: «Dio libera». Per tradizione erano sempre i genitori che imponevano il nome ai loro figli. Invece nel caso di Gesù, figlio di Maria, il nome fu scelto e assegnato dall' alto già prima della nascita, secondo l' indicazione dell' angelo a Maria, nell' annunciazione (Lc 1,31) e a Giuseppe in sogno (Mt 1,21). «Gli fu messo nome Gesù» - sottolinea l' evangelista Luca - perché con questo nome «era stato chiamato dall' angelo prima di essere concepito nel grembo della madre» (2,21).

Nel progetto disposto dalla Provvidenza di Dio, Gesù di Nazaret porta un nome che allude alla salvezza: «Dio libera», perché egli è in realtà ciò che il nome indica, cioè il Salvatore. Lo testimoniano alcune frasi, presenti nei cosiddetti Vangeli dell' infanzia, scritti da Luca (2,11): «...vi è nato... un salvatore», e da Matteo (1,21): «egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Sono espressioni che riflettono la verità che è rivelata e proclamata da tutto il Nuovo Testamento. Scrive ad esempio l' apostolo Paolo nella lettera ai Filippesi: «Per questo Dio l' ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi... e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore (Kyrios, Adonai) a gloria di Dio Padre» (2,9-11).

La ragione dell' esaltazione di Gesù la troviamo nella testimonianza resa a lui dagli apostoli i quali proclamarono con coraggio: «In nessun altro c' è salvezza; non vi è infatti sotto il cielo altro nome dato agli uomini nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati» (At 4,12).

Nei Vangeli, negli Atti e nelle Lettere noi vediamo la fiducia senza limiti che gli apostoli avevano nel Nome del Signore Gesù e la loro infinita venerazione nei suoi confronti. E' per suo mezzo che essi compivano i segni più straordinari. Certamente non troviamo nessun esempio che ci dica in che modo essi pregassero facendo uso del Nome del Signore, ma è certo che lo facevano. E come avrebbero potuto agire diversamente, dal momento che tale preghiera era stata loro consegnata e comandata dal Signore stesso, dal momento che questo comando era stato loro dato e confermato a due riprese? Se la Scrittura tace a questo proposito, è unicamente perché questa preghiera era di uso comune: non v' era dunque nessuna necessità di menzionarla espressamente, dato che era ben nota e che la sua pratica era generale.

La forza spirituale della preghiera di Gesù risiede nel Nome del Dio-Uomo, il nostro Signore Gesù Cristo. Benché siano molti i passi della sacra Scrittura che proclamano la grandezza del Nome divino, tuttavia il suo significato fu spiegato con grande chiarezza dall' apostolo Pietro dinanzi al sinedrio che lo interrogava per sapere "con quale potere o in nome di chi" egli avesse procurato la guarigione a un uomo storpio fin dalla nascita. "Allora Pietro, pieno di Spirito santo, disse loro: ' Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la salute, la cosa sia nota a voi tutti e a tutto il popolo d' Israele: nel Nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d' angolo. In nessun altro c' è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati"' (At 4,7-12) Una tale testimonianza viene dallo Spirito santo: le labbra, la lingua, la voce dell' apostolo non erano che strumenti dello Spirito. Chiediamo al Signore nostro Gesù Cristo la pienezza dello Spirito Santo affinché anche noi ripieni di Grazia possiamo proclamare con lo stesso ardore di Pietro la nostra Fede.

 

La formula

La preghiera di Gesù si dice in questo modo: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio abbi pietà di me, peccatore. In origine, la si diceva senza la parola peccatore; questa è stata aggiunta più tardi alle altre parole della preghiera. Tale parola esprime la coscienza e la confessione del nostro stato di peccato.

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Infondi un vivo Pentimento

INFONDI UN VIVO PENTIMENTO

O Cristo, amore sommo,

vieni, ti preghiamo, nei cuori redenti

e infondi nelle nostre voci

un vivo pentimento.

A te, dolcissimo Gesù,

eleviamo con fede le nostre preghiere:

di grazia, o Cristo, perdona

le colpe che abbiamo commesso.

 

Per il segno della santa croce,

per il tuo santissimo corpo,

ti chiediamo:

difendici come figli,

tutti e sempre.

Beda il Venerabile

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Grazie per il tuo cuore

Grazie per il tuo Cuore

Gesù, le tue sofferenze rivelano la nostra carenza d' amore verso il nostro prossimo;

il tuo sacrificio ha generato la nostra eterna salvezza, e non hai voluto fare nulla per salvarti dalle atroci torture.

Grazie perché nel tuo cuore hai un posto per ognuno di noi. Guarda ora le tue creature che rifiutano la tua pace; pietà, Signore, il nostro peccato contro la tua volontà, dona a chi è avido di vendetta un cuore docile al perdono e nel nome di Dio usa la sua misericordia per purificare le anime oppresse dall' odio. Accogli le preghiere che recitiamo per i nemici:

prendili per mano, Gesù, e conducili sulla strada dell' amore, unisci le loro mani alle nostre per confermarci ancora una volta il tuo insegnamento: amatevi come io ho amato voi.

Sii pietoso, Re misericordioso, verso di noi tutti miseri di te. Amen.

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Gesù Signore

GESÙ SIGNORE

Signore, Guaritore supremo,

mi inchino davanti a te

perchè ogni dono perfetto deve provenire da te.

Ti prego,

concedi abilità alle mie mani,

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una visione chiara alla mia mente,

gentilezza e umiltà al mio cuore,

dammi unicità di intenti,

forza per sollevare una parte del fardello

del mio prossimo sofferente

e la comprensione del privilegio di cui godo.

Togli dal mio cuore scaltrezza e mondanità,

perchè possa confidare in te

con la semplice fede di un bambino.

Amen.

(Madre Teresa)

 

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Gesù di Pietà

GESÙ DI PIETÀ

Ti sei lasciato commuovere

Da tutti i dolori umani,

da tutte le infermità

da tutte le malattie.

Il tuo cuore sovrabbondava di simpatia

e di pietà per quelli che ti mostravano

le loro piaghe, che ti raccontavano le loro pene.

Con tanto amore hai dato la gioia della

guarigione agli ammalati, agli infermi.

Tante volte hai cambiato una vita

con handicap, paralizzata, in una vita

ricca di salute.

Facci condividere la tua compassione

per tutte le sofferenze e la tua premura nell’alleviarle.

Donaci un cuore simile al tuo,

avido di offrire gioia a chi è oppresso dal dolore.

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Gesù Luce e Verità

Gesù luce di verità.

Gesù, luce di verità, che dal cielo illumini la terra, sii paziente con noi che continuiamo a non credere nella potenza dell' Onnipotente . Con la nostra poca fede distruggiamo ciò che tu hai dato con il tuo sì alla volontà di Dio, la vita eterna la buttiamo fra le cose inutili, la mostruosità dell' odio ci allontana da te

 

che fai risplendere i cuori di speranza, di carità e di amore. Oh Gesù, che sei morto per noi, prega, prega perché le nostre menti si colmino della tua luce e i nostri occhi possano vedere la verità con umiltà e amore. Solo amore regni nei nostri cuori, perché solo così riusciremo ad abbracciare la vita che non finirà mai. Sono molte le suppliche che ti arrivano;

sii paziente, Gesù, e metti al primo posto la guarigione dell' anima, perché solo così riusciremo

a vedere il tuo volto e il Padre tuo.

E gloria sia per te sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

 

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GESÙ E LE ANIME PURGANTI

 

GESÙ E LE ANIME PURGANTI

Gesù, Ti Offro per le Anime del Purgatorio la tua grande pazienza nel sopportare gli affronti di coloro che dopo averti bendato gli occhi, gareggiavano nel colpirti. Essi rappresentano i peccatori di ogni epoca, quindi anche noi. Padre nostro, Ave Maria, L’Eterno riposo.

Gesù, Ti Offro per le Anime del Purgatorio il grande dispiacere che provasti quando Pietro, tuo amatissimo discepolo, ti rinnegò per ben tre volte e Ti offro ancora l' ineffabile carità con cui lo accogliesti, affinché si pentisse e piangesse amaramente il suo peccato. Padre nostro, Ave Maria, L' Eterno riposo.

Gesù, Ti offro per le Anime del Purgatorio tutti gli affronti e le sofferenze che patisti ancora quella notte, lasciato in mano a uomini crudeli, i quali Ti maltrattarono con bestemmie ed oltraggi. Padre nostro, Ave Maria, L’Eterno riposo.

Gesù, Ti offro per le Anime del Purgatorio il tuo ammirevole silenzio davanti a quelle tre false accuse che presentarono contro di Te davanti a Pilato. Essi sostenevano che Tu eri un seduttore del popolo, che non volevi si pagasse il tributo a Cesare e che dicevi di essere il re dei Giudei. Padre nostro, Ave Maria, L' Eterno riposo.

Gesù, Ti offro per le Anime del Purgatorio il disprezzo che tollerasti quando fosti condotto e presentato al re Erode, il quale, dopo averti orgogliosamente interrogato, non ricevendo da Te alcuna risposta, Ti derise e Ti trattò come un pazzo. Padre nostro, Ave Maria, L' Eterno riposo.

Gesù, Ti offro per le Anime del Purgatorio l' umiliazione che provasti quando il re stesso ordinò di farti indossare una veste bianca, affinché tutti i ministri della sua Corte Ti deridessero come stolto. Padre nostro, Ave Maria, L’eterno riposo.

Gesù, Ti offro per le Anime del Purgatorio la pena e la vergogna che soffristi nell' essere condotto così vestito per le vie di Gerusalemme, fra gli insulti e le grida. Padre nostro Ave Maria L' Eterno riposo

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Il Digiuno

 

IL DIGIUNO

Signore,

fa' digiunare il nostro cuore:

che sappia rinunciare a tutto quello che l' allontana

dal tuo amore, Signore, e che si unisca a Te

più esclusivamente e più sinceramente.

Fa' digiunare il nostro orgoglio,

tutte le nostre pretese, le nostre rivendicazioni,

rendendoci più umili e infondendo in noi

come unica ambizione, quella di servirTi.

Fa' digiunare le nostre passioni,

la nostra fame di piacere,

la nostra sete di ricchezza,

il possesso avido e l' azione violenta;

che nostro solo desiderio sia di piacere a Te in tutto.

Fa' digiunare il nostro "io",

troppo centrato su se stesso, egoista indurito,

che vuol trarre solo il suo vantaggio:

che sappia dimenticarsi, nascondersi, donarsi.

Fa' digiunare la nostra lingua,

spesso troppo agitata, troppo rapida nelle sue repliche,

severa nei giudizi, offensiva o sprezzante:

fa' che esprima solo stima e bontà.

Che il digiuno dell' anima,

con tutti i nostri sforzi per migliorarci,

possa salire verso di Te come offerta gradita,

meritarci una gioia più pura, più profonda.

Amen.

Jean Galot

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Dialogo fra Gesù Misericordioso e un'anima che soffre

 

DIALOGO FRA DIO MISERICORDIOSO E L’ANIMA CHE SOFFRE

- Gesù: «O anima, ti vedo tanto sofferente, vedo che non hai nemmeno le forze per parlare con Me. Ecco che ti parlerò Io, o anima. Anche se le tue sofferenze fossero le più grandi, non perdere la serenità dello spirito e non lasciarti vincere dallo sconforto. Però dimmi, bambina Mia, chi ha osato ferire il tuo cuore? RaccontaMi tutto, raccontaMi tutto, sii sincera nel trattare con Me. SvelaMi tutte le ferite del tuo cuore, Io le guarirò e la tua sofferenza diverrà la fonte della tua santificazione».

- L' anima: «Signore, le mie sofferenze sono così grandi, diverse e durano da così lungo tempo, che lo sconforto si è impadronito di me».

- Gesù: «Bambina Mia, non bisogna lasciarsi prendere dallo sconforto. So che confidi in Me illimitatamente, so che conosci la Mia bontà e Misericordia, perciò potremmo parlare dettagliatamente di tutto ciò che ti pesa maggiormente sul cuore».

- L' anima: « Sono tante e diverse le cose che ho, che non so di che cosa parlare prima e come dire tutto questo ».

- Gesù: « Parlami con semplicità, come si parla fra due amici. Su, dimmi un po' , bambina Mia, che cos' è che ti frena sulla strada della santità? ».

- L' anima: «La mancanza di salute mi frena sulla strada della santità, non posso adempire i miei doveri ed eccomi qua, sono proprio una nullità. Non posso mortificarmi, fare un digiuno rigoroso, come hanno fatto i santi, inoltre non credono che io sia malata ed alla sofferenza fisica si aggiunge quella morale e da ciò derivano molte umiliazioni. Vedi bene, Gesù, come si può diventar santa in tali condizioni?».

- Gesù: «Piccola, è vero, tutto ciò è sofferenza, ma per il cielo non c' è altra strada, all' infuori della strada della croce. Io Stesso l' ho percorsa per primo. Sappi che è la strada più corta e la più sicura».

- L' anima: «Signore, ecco ancora un altro impedimento ed un ostacolo sulla strada della santità. Mi perseguitano perché Ti sono fedele e per questo motivo mi fanno soffrire».

- Gesù: «Sappi che siccome non sei di questo mondo, il mondo ti odia. Ha perseguitato prima Me. Questa persecuzione è il segno che segui fedelmente le Mie orme».

- L' anima: «Signore, un' altra cosa che mi dà sconforto è il fatto che le mie sofferenze interiori non le comprendono né i superiori né il confessore. Le tenebre hanno offuscato la mia mente e, in tali condizioni, come andare avanti? Ecco, tutto ciò in qualche modo contribuisce a scoraggiarmi e penso che le vette della santità non sono per me».

- Gesù: «Ecco, bambina Mia, questa volta Mi hai detto molte cose. Lo so che è una grande sofferenza non essere capiti e per di più da coloro che amiamo e verso i quali la nostra sincerità è grande. Ti basti questo però, che Io comprendo tutte le tue pene e le tue miserie. Gioisco per la profonda fede che hai, nonostante tutto, nei Miei rappresentanti, ma sappi che gli uomini non possono capire totalmente un' anima, poiché ciò è al di sopra delle loro possibilità. Per questo sono restato sulla terra Io stesso, per confortare il tuo cuore addolorato e rafforzare la tua anima, affinché non venga meno lungo il cammino. Tu dici che grandi tenebre coprono la tua mente ed allora perché in quei momenti non vieni da Me, che sono la luce e in un istante posso infondere nella tua anima tanta luce e comprensione della santità che non potrai attingere da nessun libro e che nessun confessore è in grado d' insegnare, illuminando così un' anima? Sappi inoltre che queste tenebre, di cui ti lamenti, le ho sperimentate prima Io per te nell' Orto degli Ulivi. La Mia anima è stata oppressa da una tristezza mortale e a te do una piccola parte di quelle sofferenze, e questo per l' amore particolare che ho verso di te e per l' alto grado di santità che ti destino in cielo. L' anima che soffre è la più vicina al Mio Cuore».

- L' anima: «Ancora una cosa, Signore. Cosa fare quando vengo disprezzata e respinta dalla gente e specialmente da coloro sui quali avevo diritto di contare e ciò nei momenti di maggior necessità?».

- Gesù: «Bambina Mia, fai il proposito di non contare mai sugli uomini. Farai molte cose, se ti affiderai completamente alla Mia volontà e dirai: Avvenga di me non come voglio io, ma secondo la Tua volontà, o Dio. Sappi che queste parole, dette dal profondo del cuore, portano l' anima in un attimo sulle vette della santità. Per una tale anima ho una speciale predilezione, un' anima del genere Mi rende una grande gloria e riempie il cielo col profumo delle sue virtù. Sappi anche che la forza che hai per sopportare le sofferenze, la devi alla santa Comunione frequente, perciò va spesso a quella fonte di Misericordia ed attingi col recipiente della fiducia tutto ciò che ti serve».

- L' anima: «Ti ringrazio, Signore, per la tua inconcepibile bontà, per esserTi degnato di rimanere con noi in questo esilio, dove dimori con noi come Dio di Misericordia e diffondi attorno a te lo splendore della tua compassione e bontà. Alla luce dei Tuoi raggi di Misericordia ho conosciuto quanto mi ami».

Tratto dal "Diario" di Santa Faustina Kowalska Quaderno V

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Dialogo fra Gesù Misericordioso e un'anima che tende alla perfezione

DIALOGO FRA DIO MISERICORDIOSO E L’ANIMA CHE TENDE ALLA PERFEZIONE

Gesù: «Mi sono graditi i tuoi sforzi, o anima che tendi alla perfezione, ma perché ti vedo così spesso triste ed abbattuta? Dimmi, bambina Mia, che significa questa tristezza e quale ne è la causa?».

- L' anima: «La causa della mia tristezza, Signore, proviene dal fatto che, nonostante i miei propositi sinceri, cado continuamente e sempre negli stessi difetti. La mattina faccio i propositi, e la sera vedo quanto sono andata lontano da tali propositi».

- Gesù: «Vedi, bambina Mia, quello che sei per te stessa. La causa delle tue cadute dipende dal fatto che conti troppo su te stessa e ti appoggi troppo poco su di Me. Ma questo non deve rattristarti eccessivamente, hai a che fare con un Dio misericordioso; la tua miseria non Lo esaurisce, del resto non ho limitato il numero delle volte in cui posso perdonarti».

- L' anima: «Si, conosco tutto ciò, ma mi assalgono grandi tentazioni e vari dubbi sorgono in me ed inoltre tutto mi irrita e mi scoraggia».

- Gesù: «Sappi, bambina Mia, che l' ostacolo più grande alla santità è lo scoraggiamento e l' inquietudine ingiustificata, che ti toglie la possibilità di esercitarti nelle virtù. Tutte le tentazioni messe assieme non dovrebbero turbarti la pace interiore nemmeno per un istante e l' irritabilità e lo scoraggiamento sono frutto del tuo amor proprio. Non devi scoraggiarti, ma cercare di far regnare il Mio amore al posto del tuo amor proprio. Perciò fiducia, bambina Mia, non devi scoraggiarti, ma venire a chiedere il perdono a Me, dato che Io sono sempre disposto a perdonarti. Ogni volta che Me lo chiedi, esalti la Mia Misericordia».

- L' anima: «Io conosco ciò che è più perfetto e ciò che a Te piace di più, ma incontro grandi ostacoli nell' eseguire ciò che conosco».

- Gesù: «Bambina Mia, la vita su questa terra è una lotta ed una grande lotta per il Mio regno, ma non temere, non sei sola. Io ti sostengo sempre, quindi appoggiati al Mio braccio e combatti senza aver paura di nulla. Prendi il recipiente della fiducia ed attingi alla sorgente della vita, non solo per te, ma pensa anche alle altre anime, e specialmente a quelle che non hanno fiducia nella mia bontà».

- L' anima: «Signore, sento che il mio cuore si riempie del Tuo amore, che i raggi della Tua Misericordia e del Tuo amore sono penetrati nella mia anima. Eccomi, Signore, che vengo per rispondere alla Tua chiamata. Ecco, vado alla conquista delle anime, sostenuta dalla Tua grazia; sono pronta a seguirTi, Signore non solo sul Tabor, ma anche sul Calvario. Voglio condurre le anime alla sorgente della Tua Misericordia, affinché su tutte le anime si rifletta lo splendore dei Tuoi raggi misericordiosi e si riempia la casa del Padre. E quando il nemico comincerà a lanciare i suoi proiettili contro di me, mi riparerò dietro lo scudo della Tua Misericordia ».

Tratto dal "Diario" di Santa Faustina Kowalska Quaderno V

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